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fra'Diavolo: Il Riscatto

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Fra’ Diavolo: un personaggio che ha lasciato un segno indelebile nelle fantasie storiche.

Duecentotrentotto anni fa nasceva, ad Itri, uno straordinario personaggio che avrebbe fatto parlare di se e parlare ancora, sotto tutti i profili.

Si tratta di Michele Pezza, alias Fra’Diavolo. I francesi delle armate di Napoleone Bonaparte che invasero il Regno di Napoli lo definirono un brigante perché si oppose a loro con tutte le forze: in realtà, lui non era altro che un grande partigiano, un guerriero che lottava per le proprie terre, Il Sud.

 

Spesso il nome di Michele Pezza è associato a quello di “celebre brigante”. Non ci sorprendiamo. È più difficile sradicare una leggenda che promuovere la verità e, quanto a quello che concerne Fra’Diavolo, romanzieri e musicisti l’hanno ormai troppo diffuso da lungo tempo, senza parlare delle vecchie passioni antiborboniche, che hanno trovato gusto a deformare la realtà storica. I francesi è noto  dettero quell’appellativo a tutti i realisti che lottarono, nel 1799 e nel 1806,contro le loro violente conquiste, come l’avevano regalato ai generosi figli della Vandea. E ciò allo scopo di screditare l’azione di valore e di fedeltà, oltre che di coraggio immenso. Però, già nel 1829, un ufficiale del regno italico, sereno ed onesto storico, Cesare Le Laugier, metteva in guardia contro l’infamia di quel titolo, così come, nel 1911, un autorevole storico francese, Jeaques Rambaud, nella splendida monografia, Naples Sous Joseph Bonaparte, faceva notare che si era troppo abusato di quell epipeto di brigante.

È significativo, per la verità e la giustizia, che altri storici transalpini abbiano oggi analizzato e valutato l’importanza di quel vasto movimento insurrezionale del reame di napoli, che ebbe un carattere politico-religioso degno di attenzione.

E ora che fra’Diavolo, una delle più originali individualità del nostro passato politico-militare, dalla tumultuosa, vorticosa vicenda umana, segnata di un umiliante stigma nigro-lapillo, sia riaccreditata pienamente e mondata di colpe. È ora che la storia trionfi sulla legenda oscura, tragicamente tenebrosa, che adombra e avvolge ancora la fama di un soldato sfortunato, colpevole soltanto di aver mancato il successo finale. In quell’ora si follia collettiva, cagionata dal grande rivolgimento sociale la cronaca su scritta, come sempre, dai vincitori e, quindi, servì poi a fabricare la pseudo storia che ancora si insegna nelle nostre scuole.

Fenomeno, questo, costante, che si ripete ad ogni avvenimento storico che turbi gli abituali rapporti sociali, specie per quanto riguardano gli interessi e la religione. Senza la rivoluzione francese, scrisse Balzac, nello studio su Caterina dei Medici, la critica applicata alla storia avrebbe certamente preparato gli elementi per una buona e vera storia di Francia. Così dicasi per l’Italia.

Il temuto e famoso legittimista, al quale furono troppo spesso attributi orrori ed iniquità commessi da altri capimassa, è pienamente rivalutato tra gli altri, da Victor Hugo, nella cui casa sotto il ritratto del padre, generale napoleonico, si definisce il Pezza “nazionalista” e “legittimista”, gettando uno squarcio di verità su questo personaggio mitico e leggendario, denso di suggestione e pregno di arcano sapore. ...fine prima parte...

Alfredo Saccoccio

 



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Last Updated ( Tuesday, 17 November 2009 15:37 )  

Fra'Diavolo

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