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Fox Talbot a Formia: "Raramente ho visto niente di più bello"

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Nel gennaio 1823 William Henry Fox TALBOT, visitò Formia fermandosi alla Villa di Cicerone. Fu un noto ricercatore, e studioso della fotografia, oltre che un fisico inglese.

 

Henry Fox Talbot (11 febbraio 1800 – 17 settembre 1877) è considerato il pioniere della fotografia, passato alla storia come l’inventore del meccanismo positivo/negativo. Inventò diversi metodi di stampa, rivoluzionari per il tempo che gli conferirono notorietà a livello mondiale.  Gli appunti ritrovati del suo viaggio ci parlano di una Formia splendida, con un clima mite ed una vista sul mare mozzafiato, tanto da far dire all'autore: "Raramente ho visto niente di più bello". Fu proprio in questo viaggio in Italia, mentre utilizzava la camera oscura per copiare l'immagine che questa proiettava, che gli venne in mente che sarebbe stato grandioso se le immagini della camera oscura potessero essere fissate in maniera duratura. Da qui iniziò a pensare al sistema che sarebbe poi diventato quello del negativo/positivo, andato in pensione solo con l'avvento della fotografia digitale.

Ecco cosa scrive Talbot Fox sulla sua permanenza a Formia, nel suo diario, conservato presso la British Library, London - Fox Talbot Collection :

"Eccoci, presso l'Albergo di Cicerone, dopo il prospero e piacevole viaggio di oggi…..

Passato Itri, stessa descrizione del paese, ma più allegra da essere rivestiti con alberi di ulivo e carrubi. – Salutata Itri  abbiamo visto il mare, emersi dalle gole delle montagne ci trovammo nei pressi di Mola di Gaeta, con la città e la penisola di Gaeta sulla nostra destra, e un'altra vasta baia immensa rotonda a sinistra, su cui sorgeva il villaggio distante di Sessa, e innumerevoli torri bianche.

Siamo arrivati in questa locanda ( Albergo di Cicerone, attuale Villa Rubino. Ndr) il cui giardino è delizioso, arrivando a bordo delle acque. Essa contiene al suo interno più estese e curiosi resti di una villa romana, che alcuni fingono era il Formianum Villa di Cicerone.  Queste rovine si estendono nel mare, e sono visibili sotto le sue onde, che si infrangono su di loro come rocce. - Il mare ha apparentemente guadagnato sulla terra, con gli anni. La primavera è più avanzata qui che a Roma - Ho trovato narcisi ed anemoni selvatici in fiore tra le rovine - Abbiamo bevuto il tè al sole, su un balcone che domina il mare, su Gaeta a destra, e le montagne lontane verso Napoli sulla sinistra. Raramente ho visto niente di più bello …"

Ricerca, testo e Traduzione

Daniele E. Iadicicco

 

 

Note biografiche su TALBOT William Henry Fox da WikiBio

 

Si laureò all'università di Cambridge come matematico. Nel 1831 entrò alla Royal Society.

I primi esperimenti di Talbot nella riproduzione di immagini furono portati a termine nella primavera del 1834 a Lacock Abbey (Abbazia di Lacock), nel Wiltshire. Coprì dei fogli di carta da scrivere con una soluzione di sale comune e nitrato d'argento, rendendoli sensibili alla luce. Fu sufficiente posare una foglia sulla carta ed esporla alla luce per rendere scure le zone non protette dalla luce. In questo modo ottenne un negativo della foglia. Chiamò questa tecnica shadowgraph, sciadografia.

A Ginevra Talbot scopri che l'immagine poteva essere stabilizzata (quindi non più ricettiva alla luce) lavando il foglio con dello ioduro di potassio oppure con una forte concentrazione di sale. Questa procedura fu chiamatafissaggio, un termine proposto da Herschel.

Le sue ricerche sulla luce si unirono nell'invenzione che lo rese famoso, la Calotipia oppure, derivata dal suo nome, Talbotipia. Si tratta di un procedimento fotografico che permetteva la riproduzione delle immagini con il metodo negativo / positivo. Fu presentata alla Royal Society sette mesi dopo quella di Louis Daguerre, il dagherrotipo. Questo ritardo fece perdere importanza alla calotipia, anche perché il metodo utilizzato da Talbot era più laborioso di quello presentato da Daguerre, e di qualità inferiore.

Per le sue scoperte nel campo della fotografia ricevette nel 1842 la medaglia Rumford dalla Royal Society. Nel 1844 pubblicò il volume The Pencil of nature, contenente 24 calotipi.

In seguito però la calotipia guadagnò credito perché utilizzata per l'illustrazione a stampa: il negativo era inciso su lastre di rame e l'immagine riprodotta su una rotativa.



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Last Updated ( Monday, 04 August 2014 15:03 )  

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