You are here: Home Cultura Documenti Esercitazioni navali fasciste nel Golfo di Gaeta

Esercitazioni navali fasciste nel Golfo di Gaeta

E-mail Print PDF

Cinquemila uomini, quattro divisioni della real marina militare, le più importanti cariche civili e militari, molte navi militari presenti nel golfo. Questo lo scenario di un otto agosto 1934 del tutto particolare per Gaeta. Al fine dell’addestramento dei marinai del regime fascista, Mussolini raggiunge Gaeta per passare in rivista gli uomini. La testimonianza ci è offerta dal giornale “L’ambrosiano” di Milano. Tutta la prima pagina per esaltare la figura del duce e la potenza espressa dal nostro esercito o meglio per esaltare un’immagine di grandezza della marina militare in pieno stile dittatoriale. Un ora scarsa di incontro quella tra il Duce e il popolo. Nell’articolo interessante è il linguaggio usato. Ponderato, misurato e tutto teso verso la glorificazione del dittatore e a testimonianza dell’ ”amore spontaneo” dimostrato dalla folla.

di Daniele Iadicicco









“L’ambrosiano Anno XIII – N.188 – Edizione della Notte
Milano, giovedì 9 agosto 1934 – Anno XII

La conclusione delle esercitazioni navali
L’ORDINE DEL GIORNO DEL DUCE ALLE SQUADRE RIUNITE NEL GOLGO
“Un’altra tappa nella fusione più perfetta tra spirito e armi, condizione essenziale per la potenza della patria”

Il capo del Governo passa in rivista gli equipaggi
Tra esultanza e le ovazioni della folla convenuta a Gaeta

Gaeta,8

Questa notte è trascorsa rapidamente nell’attesa degli avvenimenti conclusivi per i quali sono stati in questi ultimi giorni in continua febbrile attività i gaetani per rendere più lieto e più fresco il volto della loro città. È una giornata questa d’oggi che rimarrà ricordevole; mai nella sua annosa tradizione marinara Gaetaha assistito a tanto superbo spettacolo, con tante navi in rada e mai ha avuto, in quest’ultimo decennio, occasione bella come questa per manifestare al Duce la sua devozione e il suo affetto spontaneo e sincero.
Tutta Formia si è riversata questa mattina presto a Gaeta; da tutti i paesi della provincia sono giunti sui carri campestri a dorso di mulo i contadini; dalle dive del Garigliano sono arrivati in lunghi cortei di carri contadini e contadine nei tradizionali costumi della Campania; numerosi sono i lavoratori dell’agro pontino; e da tutti i comunelli dell’ampio golgo i pescatori sono accorsi colle loro barche imbandierate.

Entusiasmo di popolo

Tutta questa gente è venuta a rafforzare la folla del popolo gaetano che si è affrettata per tempo ad occupare i viali del corso Regina Elena, formando un naturale quadrato intorno ai marinai sbarcati dalle navi e formati su quattro reggimenti. L’atmosfera è pervasa dalla vibrante attesa. Si aspetta il Duce che alle otto verrà per passare in rivista gli equipaggi delle due squadre navali, circa cinquemila uomini e per trascorrere un ora a diretto contatto col popolo. È questa la più grande ed ambita ricompensa per i nostri umili lavoratori che dalla fatica diurna del capo, dall’amichevole cura che egli ha per il suo popolo, traggono incitamento e conforto. L’allineamento dei marinai è perfetto; la banda ella marina esgue gli inni patriottici. Dappertutto sventolano tricolori.
La festa è grandiosa e gli animi esultano per lo spettacolo imponente di disciplina e di forza fra il mare e la riva. Giungono intanto le autorità che occupano il recinto dietro la pedana collocata dirimpetto al nuovo palazzo della Podesteria e riservata al Capo del Governo. Ai lati sono già gremiti i settori riservati agli ufficiali in congedo in divisa, a quelli in cammicia neri, ai sottoufficiali schierati ai lati. Le formazioni giovanili del PNF con gagliardetto che il leggero vento mattutino fa alitare gioiosamente. Il pubblico più fortunato è quello che è riuscito ad occupare lo spazio libero ai fianchi del municipio di dove si può vedere benissimo il Duce.”

L’articolo continua descrivendo dettagliatamente l’arrivo del Duce ed esaltando lo schieramento perfetto dei militari fino a riportare le poche parole pronunciate da Mussolini:

“Ammiragli, ufficiali, sottoufficiali, graduati e comuni. Sono veramente lieto di aver trascorso fra voi queste giornate che si sono concluse con magnifica impeccabile rivista di stamane. Per quello che avete fatto vi tributo il mio elogio più cordiale” …. “ Fate che in pace e in guerra il popolo italiano possa contare completamente su di voi e possa essere sempre fiero di voi.
Ammiragli ufficiali, sottoufficiali, graduati e comuni, Saluto al Re.”

Ancora qualche elogio allo splendido discorso, poi qualche parola per descrivere il ritorno del dittatore a Roma.



Add this page to your favorite Social Bookmarking websites
Reddit! Del.icio.us! Mixx! Free and Open Source Software News Google! Live! Facebook! StumbleUpon! TwitThis Joomla Free PHP
Last Updated ( Tuesday, 10 November 2009 14:49 )  

Fra'Diavolo

contatore