Gaeta: Manifesto clandestino liberale contro Del carretto
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Gaeta: Manifesto clandestino liberale contro Del carretto

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Francesco Saverio Del Carretto fu personaggio molto controverso dell'ottocento napoletano. Allievo della Nunziatella, rimase fedele ai Borbone nel periodo napoleonico, e nel 1806 seguì Ferdinando IV in Sicilia.

Nel 1808 passò in Spagna dove prese parte alla guerra d'indipendenza spagnola. Si conquistò per questi servigi il titolo di Colonnello, di cavaliere dell'Ordine Costantiniano e di Marchese.

 

Tradì tuttavia il Borbone aderendo alla carboneria, ebbe parte attiva nella rivoluzione del 1820-1821 e fu capo di Stato Maggiore nell'esercito costituzionale guidato da Guglielmo Pepe nella guerra contro gli Austriaci. Fu poi riammesso a corte dai Borbone. Da quel momento, forse per l'impeto di dimostrare la propria rinnovata fedeltà, si macchiò sembra di crimini odiosi verso i civili nella repressione dei moti del '48. Fu da quel momento perseguitato dal popolo ovunque andasse.

Anche il Re non lo coprì più, non volendo avallare il suo comportamento militare, non volette più riceverlo a corte, Del Carretto fu costretto quindi ad espatriare. Ovunque andava in Italia il popolo minacciava di ucciderlo. Riparò quindi a Gaeta, chiedendo di nuovo soccorso al Re, il quale si rifiutò di nuovo di riceverlo e gli suggerì di andare in Francia.

Giunto a Gaeta i liberali del luogo stamparono questo manifesto clandestino satirico contro di lui dal titolo "Il lupo carretto, l'asino d'oro a Gaeta".

"Il Del Carretto fu come percosso da un fulmine, chiese di parlare al re, gli fu negato, dovette immediatamente così come si trovava montar sul vapore il Nettuno e partire. Andò a Livorno, e lì il popolo trasse al porto, e con alte grida maledicendolo e chiamandolo a morte, negò acqua e carboni, e lo fecero partire. A Genova fu peggio; alcuni balzarono nei battelli per assalirlo e prenderlo; e il capitano temendo per sé ed i suoi marinai voltò subito la prua, e partì. Tornò a Gaeta, e dimandò al re che dovesse fare d’un uomo cacciato da tutte le terre d’Italia: fu risposto, lo gittasse in Francia. Andò a Marsiglia, dove anche grida e maledizioni, ma dopo due giorni sbarcò di notte presso al lazzaretto, e si nascose in una villa presso la città.", Vol 1 di Luigi Settembrini del 1892



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Last Updated ( Friday, 12 June 2015 16:19 )  

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