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Il Congresso di Castellone del 1792

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Riunione dei ministri del Regno di Napoli ed i ministri pontifici

A seguito di alcune divergenze avute tra la Santa Sede ed alcuni ministri di Re Ferdinando IV, si decise di effettuare un congresso per appianare tutte le differenze di vedute. Per la Santa Sede partì il Cardinale Campanelli e per il Regno di Napoli il primo Mininistro Gen. Acton. Come sede fu scelta Castellone (Formia), prima città del Regno arrivando dallo Stato Pontificio.

I problemi da discutere erano diversi, tutti chiaramente al limite dei buoni rapporti tra due stati sovrani, ma comunque da superare. Successe che “nel Regno di Napoli il ministro degli Affari esteri Bernardo Tanucci sollevò delle obiezioni circa i diritti feudali e nel 1776 tentò di abolire l'omaggio della chinea (1), proposito che fu poi conseguito dal primo ministro Domenico Caracciolo nel 1788 .(2)” La Chinea, fu ugualmente pagata da Re Ferdinando IV, ma con la precisazione che si trattava di una somma versata ai Santi Pietro e Paolo, giorno nel quale veniva effettuato il versamento, per devozione e non per tributo, inducendo il Papa a rifiutare la somma per dignità regale. La nomina dei Vescovi era un’altra contesa. Re Ferdinando, infatti, rivendicava il diritto di segnalare i Candidati al Papa che risultavano graditi a Corte.

Tutte le divergenze furono comunque superate, anche se non al Congresso di Castellone, dove in verità non si arrivò a nessuna risoluzione. Furono gli stessi Regnanti ad arrivare a pacifici accordi.

Re Ferdinando, infatti, suggerì alcuni Vescovi, subito ratificati dal Papa e si recò in visita dal Santo Padre intrattenendosi con Lui in colloqui strettamente privati.

Non bisogna dimenticare che a Napoli, in quegli anni, si andavano annidando molti focolari giacobini, che spianarono la strada alla venuta di Napoleone, ragion per cui i due Sovrani raggiunsero un ferreo accordo di alleanza.

Ecco cosa riportarono i giornali del Congresso di Castellone.

Tratto da:
GAZZETTA UNIVERSALE, Notizie istoriche, politiche, di scienze, arti, agricoltura ec. 
dell'anno MDCCLXXXXII

Italia, Roma 11 Luglio (1792 ndr) Fino di Domenica scorsa parti per l’Em.o Card. Campanelli senza alcun compagno non essendosi avverato che secolui dovesse portarsi Monsig Galeppi. Il prelato ha dato in seguito l’avviso del suo felice arrivo a Castellone la circostanza che giunto a confini fu incontrato da due Corrieri spediti da S.M. il Re di Napoli (3) che lo precedettero fino al posto destinato e che a tutte le poste fu trattato e servito a nome del Sovrano. In Castellone venne gentilmente accolto e fugli assegnato un ottimo quartiere due ore dopo vi giunse il Gen. Acton e seguì fra essi Ministri una vicendevole grata accoglienza.

Dopo il Congresso

a Napoli si scrisse:

Si attende in breve di ritorno da Castellone di S.Ecc il Generale Acton sappiamo frattanto che nel dì i due Plenipotenziari si portarono a Gaeta e assisterono all’esercizio a fuoco de Reggimenti di guarnigione in quella Piazza avendo goduto di un magnifico pranzo dato a loro da quel Governatore c Comandante Generale

a Roma si scrisse

In questa notte sì è qui restituito da Castellone l’Eminentissimo Card. Campanelli niente può si sa del resultato circa al Congresso colà tenuto.

Daniele E. Iadicicco

 

Note

1) Con tale nome si indicava la razza del cavallo bianco sulla cui groppa il re di Napoli, e in molti casi il Principe Sanseverino di Bisignano, faceva pervenire a Roma, presso il Papa la somma del tributo da pagare annualmente. Questa manifestazione, fortemente simbolica del rapporto di vassallaggio, aveva luogo durante la festa dei Santi Pietro e Paolo il 29 giugno di ogni anno

2) Il Virgolettato nel testo è tratto da wikipedia.org

3) A quel tempo il Regno di Napoli e quello di Sicilia erano separati, anche avendo lo stesso sovrano, Ferdinando di Borbone. In Sicilia regnava col nome di Re Ferdinando III ed a Napoli con quello di Ferdinando IV. A seguito della restaurazione, dopo la venuta di Napoleone, fondò il Regno delle Due Sicilie. Da allora si fece chiamare Re Ferdinando I delle Due Sicilie.



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