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ITRI, un castello infestato dai fantasmi

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Strane presenze sono state rilevate nel castello medievale di Itri. E il sopralluogo effettuato, ha confermato che qualcosa di misterioso vive ancora nel maestoso ed austero castello medievale.

Ayuadame! Di chi è questa voce che per ben cinque volte, con pochi secondi di distanza l’una dall’altra, in spagnolo implorava aiuto. Se la certezza scientifica tarda ad arrivare, l’ayudame sentito da diversi testimoni presenti al primo piano del castello di Itri, non lascia dubbi. Si tratta dello spirito di una donna. La presenza di fantasmi nella fortezza medievale di Itri, viene oggi portata nuovamente alla luce da coloro che hanno assistito a strani e diversi episodi. Persone la cui attendibilità non viene messa assolutamente in discussione e che dopo una lunga riflessione, superando anche non pochi indugi dovuto al giudizio altrui e allo scetticismo diffuso, nel corso di un sopralluogo si sono affiancate ad una speciale equipe composta da storici del posto, volontari della locale pro loco, giornalisti, e soprattutto da una accreditata sensitiva e medium, Gabriela De Portilio. Una visita nel castello autorizzata dall’assessorato alla cultura del comune di Itri incuriosito dalle diverse segnalazioni di spiriti o presunti tali e che ha visto la fattiva collaborazione della locale Pro Loco nella persona di Franco Di Biase. Una visita che è stata resa possibile soprattutto grazie all’interessamento dell’amico e bravo collega della carta stampata, Orazio Ruggieri che mi ha coinvolto su questa vicenda, conoscendo della mia sana curiosità nell’affrontare quotidianamente quanto passa in una redazione giornalistica come la mia. Una vicenda che ho voluto affrontare con rigore scientifico e storico, non limitando però le mie vedute su questo argomento. Un sopralluogo che avevo preparato da tempo e su cui mi ero documentato per fugare ogni ombra di dubbio. Così come sulle apparecchiature utilizzate e sulla loro reale efficacia. Ebbene, sono partito proprio dalla raccolta di notizie. Dalle fonti dirette. La più importante quella di una testimone oculare, Enza Simeone. Nel mese d’agosto del 2013, lei ha visto e descritto di due figure, ben nitide e chiare, di una donna che inseguiva una bambina e che dal primo piano scendevano nella parte bassa del castello dove insistono delle stanze a cui si accede soltanto da quella scala e da un elevatore. Ebbene, nonostante gli scrupolosi controlli di entrambe le vie d’uscita, monitorate contemporaneamente, nessuna traccia delle due persone, anzi. Si parla anche di testimonianze di una dama bianca così come inquietante la presenza di spiriti nella torre del coccodrillo dove secondo la legenda venivano rinchiusi i prigionieri dati in pasto agli alligatori. Tante storie supportate in questa circostanza anche dalla tecnologia. Gli strumenti utilizzati si basano su alcuni software definiti rilevatori di paranormale che intercettano delle frequenze e presenze mentre il radar propone una mappa geotermica ed infine il registratore audio commuta le frequenze in suono. Ed ecco, che proprio lì dove Enza aveva visto passare quella donna che inseguiva una bambina, giunge la richiesta d’aiuto. La de Portillo, poco prima di proseguire avvertiva qualcosa e prontamente venivano avviate le apparecchiature che registravano l’ayudame. Bisognerà sicuramente tornare al castello di Itri, dove le mura spesse più di un metro e l’assenza ad oggi di un sistema di videosorveglianza rafforzano l’ipotesi che a parlare fosse stata proprio la dama bianca in uno spazio poco “inquinato” da campi elettromagnetici di apparecchiature. Se legittimamente la storia dei fantasmi nel castello può far sorridere qualcuno, di certo quanto la storia ci ha tramandato, ossia che la fortezza medievale di Itri fu costruita su un precedente castello longobardo in una zona strategia da cui si vede il mare ed il castello aragonese di Gaeta e la via Appia fino a Fondi dove insiste il castello baronale dei Caetani. Tornando alle presenze nella fortezza di Itri, se in passato i sopralluoghi effettuati da alcuni ghost hunter non avevano sortito alcun risultato, in questa circostanza valore aggiunto sicuramente la presenza di Gabriela de Portillo. Accreditata medium e sensitiva di primissimo piano nel mondo internazionale del paranormale, la de Portillo con la sua presenza potrebbe aver svolto un ruolo catalizzante per le anime che gravitano nell’area adiacente il castello, una sorta di “calamita” umana che ha attratto a se queste entità. Per la de Portilio non ci sono dubbi, il disperato appello porta un nome ed un cognome ben preciso quello di una certa Maria de Almeida, così come lei stessa ribadisce nell’intervista in esclusiva andata in onda nelle edizioni del 31/10/14 del LazioTG. La medium, ha poi affrontato con molta difficoltà psico-fisica la discesa nella torre del coccodrillo dove anche lì ha raccolto il pianto d’aiuto di un uomo rinchiuso in passato e lasciato in preda alla sua disperazione. Ma questa è un’altra vicenda che tratterò in un futuro prossimo. Nel frattempo sta di fatto, fantasmi o non, il castello di Itri è un unicum nel suo genere e come tale merita di essere visitato ed ammirato nella sua austera maestosità.

di Andrea Brengola

 



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