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Assedio, sabato 6 il monumento a Gaeta

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Tra le prime iniziative che si svolgeranno a Gaeta per ricordare il 150esimo Anniversario dell'Unità d'Italia, sabato 6 Novembre alle ore 15,30 presso la Porta di Carlo III verrà inaugurato il monumento dedicato alle vittime dell'Assedio di Gaeta del 1860-61.

È un modo per ricordare quelle tragiche vicende che si conclusero il 13 Febbraio 1861 lasciando nella città, e soprattutto nel suo borgo, morte e distruzione.
Sempre il 6 novembre, alle 17,30 presso il Club Nautico, ci sarà la presentazione del libro di Gigi Di Fiore "Gli ultimi giorni di Gaeta" (Rizzoli), alla presenza dell'Autore, che ha descritto con lucidità e competenza (abbiamo avuto modo di sentirlo anche sul TG1 e sul TG2 Mizar), il dramma della nostra città e le dinamiche e le conseguenze dell'Unità d'Italia.
"Il 4 novembre partirà l'attività in rete del sito www.150gaeta.org creato per questa occasione speciale. All'interno ci saranno i cenni storici relativi al periodo in questione e si potranno consultare atti e documenti oltre ad essere aggiornati sugli eventi che il Comune sta elaborando per questa ricorrenza. Da quella data verrà pubblicato «Il giornale dell'assedio» di Carlo Garnier, un'originale cronaca telematica che riporterà quotidianamente i drammatici avvenimenti che si svolsero a Gaeta dal 4 novembre 1860 al 13 febbraio 1861 - dichiara l'Assessore alla Cultura Salvatore Di Ciaccio - Il Comitato cittadino, inoltre, sta valutando tutti i progetti pervenuti entro la scadenza del 15 ottobre e, con il prezioso lavoro degli uffici comunali, è stata già inoltrata una richiesta di finanziamento alla Regione Lazio sul bando dei grandi eventi culturali".
"Inoltre, seguendo le indicazioni delle delibere di Consiglio Comunale, abbiamo inoltrato una richiesta ufficiale al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il conferimento della Medaglia d'oro al valore civile e un'altra alla struttura di missione della Presidenza del Consiglio per ottenere un finanziamento considerando il ruolo svolto dalla città di Gaeta nelle vicende che portarono all'Unità nazionale - prosegue l'Assessore - È bene chiarire che il Comitato Interministeriale istituito il 24 aprile 2007 finanziò diversi progetti faraonici, ma poco attinenti al 150esimo, a Venezia, Firenze, Perugia, Torino, Novara, Imperia, Reggio Calabria ed Isernia esaurendo praticamente tutte le risorse disponibili. Per Gaeta, poi, oltre al danno la beffa perché il sito ufficiale del 150esimo non contiene alcun riferimento al ruolo della città di Gaeta, alla sua importanza ed al suo sacrificio durante l'assedio del 1860-61, denotando un ripetuto tentativo di rimuovere una pagina importante dell'Unità o quantomeno un'ignoranza storica imbarazzante. E questo sin dalla primavera del 2007, quando cioè ancora non amministrava il Sindaco Raimondi".
"Gaeta deve valorizzare la propria storia che è parte importante della Storia d'Italia: il sacrificio dei nostri avi, le morti e le distruzioni non possono essere cancellate e, quindi, si rende fondamentale ridargli il giusto valore e dignità. È questo il senso del monumento che verrà collocato presso Porta Carlo III, un'opera sobria e realizzata con pezzi storici dal forte contenuto simbolico e senza connotazioni particolari se non quella di ricordare le vittime dell'assedio - continua Di Ciaccio - Abbiamo invitato, oltre a tutta la cittadinanza ed alle Autorità civili, militari e religiose anche i Sindaci delle città che hanno subito la nostra stessa sorte per riunire in un unico gesto il senso profondo che vogliamo venga attribuito al 150esimo, ovvero una diversa considerazione ed una nuova conoscenza delle vicende che determinarono l'Unità".
"Di conseguenza, la frase «La verità rafforza l'Unità» contenuta nel nostro logo è lo spirito con il quale Gaeta e tutto il Sud chiedono con forza un riconoscimento del sacrificio di intere popolazioni che credevano in un percorso che avrebbe dovuto portare all'unione tra gli italiani e che invece non si è mai avviato - conclude l'Assessore - È lo stesso Di Fiore, al termine di un'intervista, ad affermare che «subito dopo la caduta di Gaeta il Pil del Centro Nord era pari al Pil del Mezzogiorno d'Italia, quindi si partiva in condizioni economiche paritarie e quella parità fu dissipata». Forse la questione meridionale inizia proprio in quel periodo".

Addetto Stampa Sindaco di Gaeta



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