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Un dibattito su Amyclae

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Fu distrutta dai Volsci molto prima che i greci se ne appropriassero. Il popolo dei Volsci fu il più antico abitatore del Lazio, secondo Antonio Ricchi, che lo asserisce interpretando il prefisso Vol come antico nella lingua etrusca; quindi Volsci = antichi Osci. Nella sua trattazione sulla "Reggia de' Volsci" del 1713, il Ricchi ritiene che i più moderni Osci siano il risultato di una divisione avvenuta tra i Volsci; questi scissionisti si stanziarono poi in Campania dando vita al ramo capuano degli Osci.

L'insegna degli Osci rappresentava un serpente chiamato appunto osco nella lingua etrusca; ed Osco si chiamava lo stesso loro condottiero. Gli osci, nel corso del loro trasferimento in massa verso la Campania, impegnarono di certo un percorso che coincideva in massima parte con quello che molto tempo dopo diventava la Via Appia; lungo questo percorso di trasferimento si abbandonarono sicuramente ad ogni sorta di ribalderie. Lung'esso - che fu poi il tracciato dell'Appia - esisteva una città ausone antichissima di cui le storie antiche non ci hanno lasciato traccia del nome; di essa fecero scempio gli osci, i popoli del serpente, rendendola "taciturna", silenziosa, senza abitanti. In tempi successivi i greci della Laconia, di Amyclae, trovarono facile stanziarsi sui resti di questa città ausone, abbandonata e distrutta, creandovi una propria base di approdo col nome della propria città di origine. Ora si trova facile sciogliere l'enigma di questa città: Amyclae distrutta dai serpenti. In tempi storici essa si chiamava proprio Amyclae ma la sua distruzione era avvenuta in tempi ancor più remoti, allorché aveva un nome sconosciuto anche agli autori di quell'epoca. Questi, per farsi intendere, indicarono il luogo col nome ad essi attuale poiché, ripetiamo, già allora era alta l'antichità di quella città distrutta dai serpenti. Come se oggi dicessimo che Minturno fu distrutta dai saraceni che, invece, a quel tempo si chiamava Traetto. Su questa ricostruzione di quegli arcaici avvenimenti da me fatta, per ovvie ragioni, in modo chiaro e sintetico, senza gli opportuni riferimenti, gradirei aprire un confronto con gli studiosi dell'antichità, per averne conforto o per l'eventuale rigetto.

Albino Cece

in ricordo di Albino Cece

laportella.net



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Last Updated ( Tuesday, 10 November 2009 16:39 )  

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